L’Indonesia è un arcipelago immenso che conta circa 17.500 isole. Se si visitasse un’isola per ogni giorno della propria vita ci vorrebbero più di 48 anni! Così mi sono concentrato sulle isole principali, dunque Giava e Bali. Non per retorica, ma dato che ti ritrovi ad arrampicarti su un vulcano alle 2 di notte per vedere fiamme blu uscire dalla terra, o a guardare il tramonto dal cratere del Monte Bromo mentre il boato esce dalla sua bocca nera e infinita in un paesaggio lunare, o ancora a perderti tra le rovine di Borobudur e Prambanan, si capisce che l’Indonesia è una terra tutt’altro che banale. E poi scopri che le persone più povere che incontri sono anche quelle che sorridono di più.
Ho passato 14 giorni attraversando Giava da ovest a est, scalando vulcani, visitando templi patrimonio dell’UNESCO, e cercando di non essere travolto dal fascino (ma anche dal traffico) di Bali. È stato intenso, a volte stancante, ma incredibilmente appagante. L’Indonesia non è una destinazione da spiaggia e cocktail (anche se puoi farlo): è un’avventura vera a contatto con la natura primordiale.
L’Itinerario: Da Yogyakarta al Monte Bromo
Giorno 1-3: Yogyakarta e i Templi UNESCO
Atterrato a Jakarta con un solo obiettivo: prendere il treno per Yogyakarta il prima possibile. Jakarta è caotica, trafficata e sinceramente poco interessante per un turista. La vera Giava inizia da un finestrino di un treno non proprio lussuoso, dove il profumo del vagone è sparso da un profumatore per ambiente attaccato con il nastro adesivo in alto sopra la porta d’ingresso .
Yogyakarta (o “Jogja” come la chiamano i locali) è il cuore culturale dell’isola. Qui si concentrano due dei templi più incredibili del Sud-est asiatico:


Borobudur – Il più grande tempio buddhista del mondo. Sveglia alle 5:00 per arrivarci all’alba, in tempo per il sunrise tour delle 6:00, quando la nebbia avvolge le stupas e il sole inizia a illuminare le 72 statue del Buddha. È un’esperienza mistica. Il tempio è enorme: 9 piattaforme sovrapposte, 504 statue, 2.672 pannelli di bassorilievo che raccontano la vita del Buddha. Ci vogliono almeno 2-3 ore per visitarlo con calma.
Pro tip: Compra il biglietto online e salta la fila. Arriva all’alba o al tramonto per evitare la folla di turisti e il caldo soffocante del mezzogiorno. Se vuoi visitare Borobudur in modo organizzato e con guida esperta, puoi prenotare un tour da Yogyakarta che include trasporto e ingresso prioritario.
Prambanan – Questo tempio invece è induista ed è il più grande dell’Indonesia. Meno famoso di Borobudur ma altrettanto spettacolare. Le torri svettano verso il cielo, decorate con bassorilievi che raccontano il Ramayana. Io ci sono andato al tramonto e la luce dorata sulle pietre vulcaniche era da film.
Yogyakarta è anche bella da girare: il palazzo del Sultano (Kraton), il mercato di Malioboro, lo street food ovunque… qui ho mangiato il mio primo nasi goreng (riso fritto indonesiano con verdure, uova e pollo) e da quel momento è diventato il mio pasto standard per il resto del viaggio.
Il Bromo e il Mare di Sabbia
Giorno 4-5: Scalata al cratere del Bromo
Dopo Yogyakarta, un giorno di treno fino a Probolinggo. Sarebbero solo 400 km, ma gli spostamenti in Indonesia sono sempre molto lenti, sia in macchina che con i mezzi. Arrivo la sera e prenoto un taxi per il giorno seguente alle 10:00 perché….
L’Alba che Tutti Fotografano… Io Ho Scelto il Tramonto
Tutti vanno al Monte Bromo per l’alba dal viewpoint di Penanjakan. Centinaia di persone ammassate al buio, freddo pungente, folla, zero spazio per respirare, jeep che sgasano nella sabbia. Non proprio l’esperienza che cerco. Io ho fatto diversamente: sono partito alle 10:00, arrivato al Bromo alle 11:00. Risultato? Zero persone, ero letteralmente da solo! Ho dato 5 euro ad un ragazzo con il motorino per farmi venire a prendere ai piedi del vulcano dopo un paio d’ore e ho attraversato il “Mare di Sabbia” (una distesa di sabbia vulcanica che sembra la superficie di un altro pianeta), circondato dalle vette del cratere maggiore e sono salito fino ai bordi del Bromo.
Il Bromo è attivo! Mentre sali inizia a sentire un rumore come stesse passando un aereo. Questo rumore diventa sempre più forte finché, superato l’ultimo gradino e arrivato al cratere, esplode in un boato costante e terrificante : fumi sulfurei escono continuamente dal cratere, l’odore di zolfo è pungente, ma la vista è mozzafiato. Vengono i brividi! Una fatiscente staccionata ti impedisce di cadere all’interno del vulcano e non c’è alcun tipo di controllo di sicurezza. Sei a due passi dall’entrare nella porta che conduce al centro della Terra!

Sceso dal cratere, il ragazzo col motorino mi porta dall’altro lato su su nelle colline per arrivare al punto panoramico migliore. Guardare dall’alto il Mare di Sabbia, con il Bromo e il Monte Semeru che svetta in lontananza (il vulcano più alto di Giava), è una delle cose più belle che abbia mai visto. Un capolavoro della natura.
Come ci arrivi: La maggior parte dei tour ti porta con jeep 4×4 all’alba. Io ho preso un taxi privato per il pomeriggio. Non costa pochissimo, circa di €50, ma l’autista ti aspetta per tutta la giornata e ti godi tutto in santa pace.
Cosa portare: Se vai all’alba porta guanti e cappello perché la temperatura scende anche fino a 5°C.
L’Esperienza Più Estrema: Kawah Ijen e le Fiamme Blu
Giorno 7-8: Ascesa notturna al Kawah Ijen
Da Probolinggo, altro treno fino a Banyuwangi, l’estremo est di Giava. Qui c’è il Kawah Ijen, uno dei vulcani più incredibili. Perché? Perché di notte, dal cratere escono fiamme blu create dalla combustione dello zolfo. Non è lava: è gas sulfureo che brucia a contatto con l’aria. È uno spettacolo che esiste solo in due posti al mondo, e Kawah Ijen è il più accessibile.
La Scalata Notturna
Partenza alle 23:00 con taxi prenotato in albergo. Torcia frontale portata da casa, scarpe da trekking, maschera antigas (essenziale, i fumi sono tossici. La forniscono in loco). Si sale per circa 3 ore su un sentiero ripido e sabbioso. Se guardi il cielo mentre sei immerso nella montagna potresti vedere il cielo più stellato della tua vita. All’inizio pensi “ma dove sto andando?”, poi arrivi al cratere e ci devi persino scendere dentro, mentre gli operai della miniera risalgono verso l’uscita portando pezzi di zolfo giallo appena estratti.
Le fiamme blu sono surreali, soprattutto dietro una maschera antigas. I minatori di zolfo lavorano lì dentro, con maschere rudimentali, portando carichi da 40-50 kg di zolfo puro sulle spalle. Io faticavo a risalire a mani vuote, loro corrono su e giù due volte al giorno. È un lavoro durissimo e sottopagato, ma ti fa riflettere su quanto siamo fortunati.
Dopo le fiamme, risali e ti “accomodi” sul bordo del cratere per aspettare l’alba. Il cielo si illumina lentamente, rivelando all’improvviso il lago Kawah, formatosi da un cratere secondario. E’ cosi turchese che ti vien voglia di toccarne l’acqua, ma attenzione: è il lago più acido del mondo (pH 0,5 – praticamente acido solforico liquido). La combinazione di fiamme blu, lago turchese e alba sopra il cratere è qualcosa che non si può descrivere fino in fondo. Va vissuto.

Pro tip: La maschera antigas è ESSENZIALE. A me l’ha fornita il mio autista, altrimenti al campo base ci sono negozietti e si può noleggiare. I fumi sulfurei sono tossici e senza maschera non riesci a stare vicino alle fiamme. Non dimenticare la torcia frontale per la salita al cratere.
Costo: Tour organizzato da Banyuwangi: €50 con guida, trasporto, maschera. Ne vale ogni centesimo.
Il Passaggio a Bali: Un’isola unica nel suo genere
Giorni 9-13: La cultura balinese
Dopo Kawah Ijen, traghetto da Banyuwangi a Bali. La traversata dura 45 minuti e costa pochi euro. E qui inizia un’altra Indonesia.
Giava è autentica, rurale, meno turistica. Bali è… Bali. Traffico folle, turisti ovunque, vita notturna, ristoranti hipster, templi instagrammabili, strutture per yoga retreat. È completamente diversa, ma ha il suo fascino unico.
Ubud è il cuore spirituale e culturale di Bali. Templi, risaie a terrazza, scimmie ovunque, yoga retreat, cibo healthy, artisti. È il posto perfetto per rallentare.
Bali in 4 Giorni: Templi, Cascate e Risaie
Dopo l’intensità dei vulcani di Giava, Bali è stato il posto perfetto per rallentare (anche se solo relativamente, visto il traffico folle). In 4 giorni ho cercato di toccare un po’ di tutto: la natura selvaggia, i templi sacri, le spiagge, e ovviamente il caffè più costoso del mondo fatto con… beh, lo scoprirete.
Giorno 1: Ubud e la Foresta delle Scimmie
Prima tappa: la Sacred Monkey Forest Sanctuary, o come la chiamano tutti, la città delle scimmie. È una foresta nel centro di Ubud piena di templi antichi coperti di muschio e centinaia di macachi che vivono liberi.
La verità sulle scimmie: Sono furbe, organizzate e totalmente prive di paura. Ti rubano occhiali da sole, bottiglie d’acqua, cappelli, e qualsiasi cosa che penda da te. Ho visto una scimmia aprire uno zaino, tirare fuori una banana, e scappare in 3 secondi. Rispettale, non dare da mangiare (una volta si poteva, ora è vietato), e tieni le mani libere. Sono territoriali ma non aggressive se non le provochi: non guardarle negli occhi e non mostrare loro i denti.
Cosa vedere: I templi coperti di muschio sono bellissimi, perfetti per foto atmosferiche. C’è un ponte sospeso, statue antiche, e alberi giganti che sembrano usciti da Avatar. Ci vuole circa 1-2 ore per girarla tutta con calma.
Orari: Aperta 9:00-17:00. Biglietto: €3-5.
Cascate: Tegenungan, Banyumala Twin Waterfalls e Kanto Lampo Waterfalls
Bali è un’isola ricca di cascate, dovrai per forza scegliere quali vedere. Io ne ho visitate tre, molto diverse tra loro.
Tegenungan Waterfall è la più accessibile e turistica. Si trova a 20 minuti da Ubud, scendi circa 100 gradini e arrivi direttamente alla cascata. È grande, potente, e puoi nuotare nella pozza sotto (l’acqua è freddissima ma rinfresca). Il problema? È sempre piena di turisti che fanno foto Instagram. Se vuoi la foto da solo, devi arrivarci alle 8 di mattina o accettare di condividere lo spazio con altre 50 persone.
Pro Tip: se guardando la cascata vai al lato destro c’è una scala che porta in cima. Da lì puoi risalire il fiume e ritrovarti a sonnecchiare steso sui massi della riva immerso nella natura piu’ silenziosa




Banyumala Twin Waterfalls è completamente diversa. È nascosta nel nord di Bali, vicino ai laghi. Ci arrivi dopo una camminata di 20-30 minuti in discesa nella giungla (che poi devi rifare in salita, sotto il sole, col fiatone). Io ho dato 5 euro ad un ragazzino col motorino. Ma ne vale la pena: due cascate gemelle che scivolano in una pozza turchese circondata da vegetazione tropicale. È più isolata, meno turisti, più autentica. Puoi nuotare tranquillo, fare foto senza gente intorno, e goderti il silenzio della foresta.
Consiglio: Porta costume, asciugamano, e scarpe comode (meglio se da trekking o sandali da fiume). Le scale sono scivolose. E preparati a sudare parecchio nella risalita se non trovi ragazzi con il motorino.
Kanto Lampo Waterfall è una cascata meno nota ma davvero suggestiva, immersa nella giungla di Gianyar. Qui l’acqua scivola su una parete di rocce nere, creando una scena spettacolare, perfetta per foto ed esplorazione. Il sentiero per arrivarci è facile e in pochi minuti ci si ritrova circondati dal verde, avvolti dal rumore dell’acqua e dalla freschezza della natura balinese. Consiglio di andarci al mattino per trovare meno folla e godersi la serenità del luogo.

Tempio Ulun Danu Bratan: Il Tempio sul Lago
Uno dei templi più fotografati di Bali, e per una buona ragione. Il Pura Ulun Danu Bratan si trova sulle rive del lago Bratan, a 1.200 metri di altitudine nelle montagne del centro Bali. La struttura principale sembra galleggiare sull’acqua, con le montagne nebbiose sullo sfondo.
Quando andare: Al mattino presto la nebbia avvolge ancora il lago e ci sono meno turisti. La luce del mattino è perfetta per foto. Nel pomeriggio il lago è pieno di barche turistiche e perde un po’ del suo fascino.
Temperatura: Siamo in montagna, e la mattina presto fa 15-18°C. Porta una felpa leggera.
Biglietto: €3-4. C’è un giardino botanico accanto che vale la pena visitare se hai tempo extra.
Il tempio è ancora attivo, quindi rispetta le regole: sarong obbligatorio (te lo danno all’ingresso), niente rumore, e se ci sono cerimonie in corso, osserva da una distanza rispettosa.
Gunung Kawi: La Tomba dei Re
La tomba dei re è uno dei siti più impressionanti ma meno visitati di Bali. Sono 10 santuari monumentali scolpiti direttamente nella roccia vulcanica, alti 7 metri, che risalgono all’XI secolo. Si trovano in una valle verde, nascosti tra risaie a terrazza e palme.
La discesa (e risalita): 315 gradini. La discesa è facile, godi il paesaggio. La risalita col caldo di Bali… è un’altra storia. Vai con calma, fermati spesso, bevi acqua.
Perché andare: È autentico. Ci sono pochissimi turisti (a differenza di Tanah Lot o Uluwatu che sono zoo turistici), le sculture sono impressionanti, e le risaie intorno creano un’atmosfera magica. È Bali com’era 30 anni fa.
Tempo necessario: 1-2 ore

Nusa Dua: La Bali da Spiaggia
Dopo giorni di templi, vulcani, e scalate, avevo bisogno di mare. Nusa Dua è la zona resort di Bali: spiagge bianche, acqua calma e trasparente, resort a 5 stelle, campo da golf. È l’opposto della Bali caotica e autentica, ed è esattamente quello che serve dopo una settimana di avventura.
La spiaggia: Lunga, pulita, acqua calma perfetta per nuotare. È protetta da una barriera corallina, quindi niente onde grandi (a differenza delle spiagge del sud come Uluwatu o Canggu dove il surf è il re). Ideale per rilassarsi, nuotare tranquilli, e stare sdraiati al sole. Quando arriva la bassa marea il mare diventa caraibico, non tutta l’isola offre un mare di questo tipo.
Consigli: La maggior parte della spiaggia è pubblica, ma i resort hanno le loro sezioni private. Puoi usare la spiaggia pubblica gratuitamente oppure pagare per lettino e ombrellone nei beach club (€10-20 al giorno, include consumazione).
Non aspettarti la Bali autentica: Nusa Dua è turistica, occidentalizzata, e cara. Ma dopo giorni di avventura, un giorno di relax totale al mare è quello che serve.
Piantagioni di Caffè: Kopi Luwak e Altalene Panoramiche
Bali è famosa per il Kopi Luwak, il caffè più costoso (e controverso) del mondo. Come si fa? Un animale chiamato luwak (zibetto delle palme) mangia le bacche di caffè, le digerisce, e… defeca i chicchi. I chicchi vengono poi raccolti, lavati, tostati, e venduti a €50-100 per 100 grammi.
Ho visitato una delle tante coffee plantation che offrono tour gratuiti e degustazione. Ce ne sono decine e piu’ o meno tutte offrono:
L’altalena panoramica – Quelle altalene giganti sospese sopra le risaie e la giungla che vedi su Instagram. Sì, sono vere. Sì, fanno un po’ paura. Sì, la vista è spettacolare. Costa circa €10 per 10 minuti di foto e swing. È turistico ma divertente e adrenalinico.
La degustazione – Ti fanno portano un vassoio con una decina di tipi di caffè e tè: caffè al cocco, al cioccolato, alla vaniglia, ginseng coffee, tè allo zenzero, tè al limone, ecc. Tutto incluso nel tour. Ovviamente sperano anche che tu compri qualcosa nel negozietto alla fine (e il Kopi Luwak costa un occhio della testa!), ma nessuno ti obbliga.

Il tour della piantagione – Ti mostrano come crescono le piante di caffè, come viene lavorato, e sì, ti fanno vedere il luwak in gabbia (purtroppo molte piantagioni li tengono in cattività, il che è controverso dal punto di vista etico). Se ti interessa il caffè etico, cerca piantagioni che usano solo “wild Kopi Luwak” (raccolto nella foresta, non da animali in gabbia).
Vale la pena? Sì per l’esperienza culturale e la degustazione gratuita. Il caffè è buono, anche se onestamente il Kopi Luwak non mi è sembrato così speciale da giustificare il prezzo folle, e il vedere l’animale in gabbia mi ha infastidito non poco.
Risaie di Jatiluwih: Patrimonio UNESCO
Le risaie a terrazza di Jatiluwih sono Patrimonio UNESCO e tra le più belle di Bali. Potrebbe sembrare una visita di poco conto, ma quando sarete li capirete che non è cosi. Si estendono per chilometri su colline ondulate, creando un paesaggio verde brillante che sembra dipinto.
Perché Jatiluwih e non Tegallalang? Tegallalang (vicino Ubud) è più famosa e instagrammabile, ma è anche un circo turistico: coda per entrare, altalene a pagamento ovunque, venditori aggressivi. Jatiluwih è più grande, più autentica, meno turistica. Puoi camminare tra le risaie in pace, vedere i contadini lavorare, e goderti il paesaggio senza dover scansare selfie stick ogni 2 metri.
Cosa fare: Cammina lungo i sentieri tra le risaie. Ci sono diversi percorsi segnalati (1-3 km). Il paesaggio cambia colore a seconda della stagione: verde brillante dopo la semina, giallo dorato prima del raccolto.
Biglietto: €2-3. Include parcheggio e accesso ai sentieri.
Quando andare: Mattina presto (8-10) o tardo pomeriggio (16-18) per luce migliore e meno caldo. Evita mezzogiorno: sole a picco e zero ombra, caldo insopportabile.
Tempo necessario: 1-2 ore se cammini con calma e fai foto.
Bali: Oltre i 4 Giorni
Quattro giorni a Bali sono POCHI. Considerate che l’isola è piu’ grande della Liguria e la velocità media sulle strade è 50 kmh. Considerate poi che ci sono di mezzo vallate di risaie, giungla e vulcani. Appena inizi a capire l’isola, purtroppo è già ora di partire. Se hai più tempo (e dovresti), ecco cosa aggiungere:
Nusa Penida (2-3 giorni) – Isola a 45 minuti di traghetto da Bali. Scogliere spettacolari (Kelingking Beach, Angel’s Billabong), spiagge nascoste, snorkeling con mante. È la Bali selvaggia e meno turistica.
Uluwatu e il sud (2-3 giorni) – Tempio di Uluwatu sulla scogliera (con danza Kecak al tramonto), spiagge per surfisti (Padang Padang, Bingin, Balangan), beach club hipster, vita notturna.
Canggu (3-5 giorni) – Il paradiso dei nomadi digitali. Caffè specialty, coworking, yoga, surf, ristoranti vegan, vita sociale. Se lavori da remoto, Canggu è il posto.
Seminyak (2-3 giorni) – La zona più chic: ristoranti gourmet, beach club, shopping, vita notturna. È la Bali “lusso” ma accessibile.
Nusa Lembongan (2-3 giorni) – Isola piccola e tranquilla, perfetta per snorkeling, diving, e relax totale. Meno sviluppata di Nusa Penida.
Monte Batur (1 giorno) – Vulcano attivo vicino Ubud. Trekking notturno di 2 ore per ammirare il sole sorgere sopra le nuvole.
Trasporti a Bali: Anche qui ho preso un autista privato per €50. È la soluzione migliore: niente stress, lui conosce la strada e ti porta ovunque. Ero partito con l’obiettivo di noleggiare una moto in loco ma guidare a Bali è un incubo: traffico, scooter ovunque, strade strette e gli indonesiani non sono proprio prima in quanto a percezione del pericolo, te ne accorgerai vedendoli guidare. Affidati ad un locale e stai sereno! E’ stata inoltre un’opportunità per fare lunghe e piacevoli chiacchierate.
Se Hai Più Tempo per l’Indonesia: Le Estensioni Imperdibili
Isole Gili (2-3 giorni)
Tre piccole isole al largo di Lombok: Gili Trawangan (la più festaiola), Gili Meno (la più tranquilla), Gili Air (il compromesso perfetto). Niente auto, niente moto. Solo biciclette e carri trainati da cavalli. Spiagge bianche, acqua cristallina, snorkeling con tartarughe, tramonti incredibili. È il paradiso.
Come ci arrivi: Traghetto veloce da Bali (2 ore, €30-40) o da Lombok.
Lombok (3-4 giorni)
Simile a Bali ma meno turistica. Consiglio il Monte Rinjani per trekking di 2-3 giorni (uno dei vulcani più belli dell’Indonesia), spiagge incontaminate, surf, cultura Sasak. Lombok è la Bali di 20 anni fa.
Komodo e i Draghi (4 giorni)
Il Parco Nazionale di Komodo si trova est di Bali. Qui è l’unico posto al mondo in cui vivono i draghi di Komodo, le lucertole più grandi del mondo (fino a 3 metri di lunghezza), sono in libertà nel parco. Considera che un drago di Komodo è in grado di mangiare addirittura un cervo. Hai il coraggio di fare quest’esperienza munito di un semplice bastone?
Ma non è solo questo: trekking su colline vulcaniche, spiagge rosa, snorkeling tra mante e tartarughe, tramonti su Padar Island (una delle viste più fotografate dell’Indonesia).
Come organizzarlo: Volo da Bali a Labuan Bajo (1 ora), poi tour in barca di 2-3 giorni tra le isole. Costa circa €400-500 per tour completo (barca, cibo, guida, snorkeling). Ne vale assolutamente la pena.
Consigli Pratici per l’Indonesia
Quando Andare
Settembre (come ho fatto io) è perfetto: fine della stagione secca, meno turisti, temperature ok, zero pioggia. La stagione secca va da maggio a ottobre. Evita dicembre-marzo: piogge torrenziali, umidità alta, vulcani chiusi per maltempo.
Internet e SIM
Per internet affidabile in tutta l’Indonesia, uso Holafly eSIM: dati illimitati, attivazione prima di partire, funziona perfettamente anche nelle zone remote come Bromo e Ijen. Zero stress con SIM locali che non funzionano mai quando ne hai bisogno e devi perdere tempo per comprarle.
Soldi e Pagamenti
L’Indonesia usa la rupia indonesiana (IDR). 1 euro = ~17.000 rupie (i numeri sono pazzeschi). Per pagamenti e prelievi, Revolut è imbattibile: zero commissioni sul cambio, prelevi ovunque senza costi, risparmi rispetto alle banche tradizionali. L’Indonesia è ancora molto cash-based, quindi preleva spesso.
Trasporti
Treni a Giava: Lenti e non troppo puntuali ma comodi ed economici, non troppo puntuali. Si prenota online su sito delle ferrovie indonesiane o app (Traveloka, tiket.com). Classe Eksekutif è la business class locale: sedili reclinabili, aria condizionata, €10-15 per 8-10 ore. Un affare.
A Bali: Autista privato è la soluzione migliore. €50 per giorno intero. Appena sbarcato dal traghetto ci sono numerosi tassisti, contratta con loro per strappare l’offerta migliore.
Altrimenti puoi sempre noleggiare uno scooter e fare in autonomia. E’ sicuramente piu’ economico ma anche piu’ rischioso.
Budget Giornaliero
Low budget: €30-40/giorno (guesthouse, street food, trasporti locali)
Medio: €60-80/giorno (hotel decenti, ristoranti, tour)
Comfort: €100-150/giorno (hotel belli, ristoranti buoni, tour privati)
L’Indonesia è ECONOMICA. Un pasto completo costa €5-6, hotel decente €30-40, tour giornaliero €50.
Cosa Mangiare

Nasi goreng – Riso fritto. È ovunque, è buono, è economico. Lo mangi 3 volte al giorno.
Mie goreng – Noodles fritti, versione alternative del nasi goreng.
Gado-gado – Insalata di verdure con salsa di arachidi.
Rendang – Stufato di manzo speziato, tipico di Sumatra ma si trova ovunque.
Sate – Spiedini di pollo/manzo/pesce con salsa di arachidi.
Il cibo indonesiano è saporito, speziato (ma non troppo), e abbondante. E costa poco: un nasi goreng da strada costa €1-2, al ristorante €3-5.
Barriera Linguistica
Zero problemi. Nelle zone turistiche tutti parlano inglese base. Nelle zone remote (Bromo, Ijen) con gesti e sorrisi ti capisci comunque. Gli indonesiani sono incredibilmente gentili e pazienti.
La Cosa che Mi Ha Sorpreso di Più
Vulcani spettacolari, templi incredibili… ma le persone?
L’Indonesia è un paese povero. A Giava vedi villaggi rurali, case di legno, strade dissestate, gestione della spazzatura discutibile. Eppure le persone sono estremamente socievoli e sorridenti. Sempre. Ti salutano, ti aiutano, ti offrono da mangiare. I bambini corrono verso di te curiosi, i vecchi ti fanno segno di sederti con loro. Non è un sorriso turistico finto: è genuino.
In tutte le ore che ho passato in treno non c’è mai stata occasione di sonnecchiare, c’era sempre qualche indonesiano che voleva fare una chiacchierata!
Cosa Rifare e Cosa Evitare
Cosa rifarei:
- Tutto. Ogni singolo giorno.
- Bromo da mezzogiorno al tramonto scelta vincente.
- Kawah Ijen: esperienza unica al mondo.
Cosa eviterei:
- Nulla. Anche i momenti difficili (treni in ritardo, stanchezza post-vulcani) fanno parte dell’avventura.
Consiglio #1 per chi va la prima volta: Non saltare il Monte Bromo. È l’esperienza che definisce il viaggio a Giava. Se hai tempo per una sola cosa, fai quella e te la ricorderai per sempre!
Domande Frequenti
È pericoloso scalare vulcani attivi? Né si ne no. Bromo e Ijen sono accessibili e sicuri. Il rischio principale è respirare fumi sulfurei senza maschera (Ijen), ma con la maschera vai tranquillo.
Devo dire che in entrambe le escursioni non ho mai visto un guardaparco o un soccorritore quindi, se per sfortuna qualcosa va storto, il rischio di doversela cavare è concreto.
Quanto è difficile fisicamente? Bromo: facile, si sale in jeep e poi attraversato il mare di sabbia ci sono 250 gradini a piedi. Chiunque può farlo.
Kawah Ijen: medio-difficile. 2/3 ore di salita notturna, 1,5 ora di discesa un po’ scivolosa. Serve un minimo di forma fisica, ma ho visto indonesiani farla con le infradito.
Serve un tour organizzato o si può fare da soli? Puoi fare da solo con taxi privato.
Se vuoi prenotare tour affidabili per entrambi i vulcani, GetYourGuide ha ottime opzioni con recensioni verificate.
Quanto tempo serve per Giava + Bali? Minimo 12-14 giorni. Il tutto dipende da quanti giorni passare a Bali. Ideale: 3 settimane (1 settimana Giava, 1 settimana Bali, 1 settimana estensioni).
L’Indonesia è adatta per prima volta in Asia? Sì! È facile, economica, sicura e la gente è gentilissima. Forse non facilissima come Thailandia per gli spostamenti, ma fattibile per chiunque.
Meglio Bali o Giava? Dipende. Vuoi avventura, natura, autenticità? → Giava.
Vuoi spiagge, templi instagrammabili, vita notturna, comfort? → Bali.
Ideale: entrambe (sono diverse e complementari).
L’Indonesia ti rimane dentro. Non per i vulcani (anche se sono incredibili), non per i templi (anche se sono maestosi), ma per la tranquillità e la spensieratezza del posto. È un paese che ti insegna a sorridere di più, a lamentarti di meno, e a goderti il viaggio anche quando le cose non vanno come previsto.
E credmi: quando vedrai le fiamme blu uscire dal cratere del Kawah Ijen alle 3 del mattino, capirai perché l’Indonesia è uno dei viaggi più belli che possiate fare.
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Se le esperienza vulcaniche ti hanno appassionato, considera di visitare le vicine isole Canarie, in particolare Lanzarote dove, in soli 60 km di lunghezza, ci sono piu’ di 400 camini vulcanici! Puoi leggere la mia guida dettaglia in questo articolo: https://gateaway.world/lanzarote-fuerteventura-7-giorni-tra-vulcani-e-dune/
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