C’è un angolo di Germania che in pochi giorni riesce a mettere insieme tutto quello che si può chiedere da un viaggio on the road: borghi che sembrano usciti da una fiaba di Disney, strade che si arrampicano tra i boschi, cascate che stupiscono e, per chi ama i motori, un giorno che da solo vale tutto il viaggio. Questo itinerario è un anello di 7 giorni in auto, da Milano al cuore della Selva Nera fino a Stoccarda, pensato per chi vuole guidare senza fretta e fermarsi nei punti principali. Se non hai mai costruito un itinerario da zero e cerchi una guida dettagliata, qui trovi il metodo che uso per ogni viaggio.
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Giorno 1: Milano – Friburgo
Si parte presto, circa alle sette del mattino: il traforo del San Gottardo è un imbuto e chi si sveglia tardi lo passa in coda. Il tunnel accorcia la strada: Chiasso, Basilea e in poche ore l’Italia è già alle spalle. Il paesaggio nel frattempo cambia registro: più ordinato, più verde, più… tedesco. Sono circa 420 km (circa 5 ore), quindi l’arrivo a Friburgo è previsto per l’ora di pranzo. La città ti attende con le sue guglie gotiche e i tetti spioventi.
Il centro storico si visita a piedi e la prima cosa che si nota (spesso inciampandoci) sono i Bächle: piccoli canali d’acqua scoperti che corrono lungo le strade da secoli, un tempo usati per portare l’acqua a chi ne aveva bisogno, oggi sono un dettaglio storico che ferma tutti per una foto. Al centro di tutto svetta il Freiburger Münster, la cattedrale gotica che dalla piazza principale domina la città da otto secoli. La piazza della cattedrale è viva grazie al mercato storico. Qui è un’esperienza imperdibile assaggiare il Lange Rote, la tipica salsiccia di Friburgo alla griglia.
Il quartiere di Klein Venedig (Piccola Venezia): imperdibile una passeggiata lungo il canale Gewerbekanal, dove un tempo lavoravano artigiani e conciatori, oggi zona pittoresca e piena di caffè. La prima cena, tra i vicoli in pietra, è il modo giusto per chiudere una giornata che è stata solo la prima tappa.
Consigliati :
– Grosser Meyerhof (Grünwälderstraße 1): Un locale storico e accogliente, perfetto per piatti della tradizione della Selva Nera, ottime schnitzel e birra locale.
– Haus Brauerei Feierling (Gerberau 46): Situato vicino alla “Piccola Venezia”, è un microbirrificio storico con una splendida birreria all’aperto (Biergarten) e piatti tipici abbondanti
Importante: per attraversare la Svizzera è obbligatorio acquistare la vignetta autostradale (valida 14 mesi). Inoltre, una volta entrati in Germania, Friburgo è una Umweltzone (zona a basse emissioni): per circolare in centro e parcheggiare è necessaria la Placchetta Ambientale Verde (Feinstaubplakette), acquistabile online o nei centri di revisione tedeschi.

Giorno 2: Gengenbach, La Valle del Kinzig
Il giorno dopo si risale la vallata del Reno sull’A5 per circa un’oretta e si devia nella Valle del Kinzig, verso Gengenbach, dove il panorama cambia immediatamente. Il borgo che sembra uscito da un libro illustrato per bambini e, differenza di molti altri paesi della Selva Nera, arroccati sui pendii, Gengenbach è completamente pianeggiante: torri medievali e case a graticcio si attraversano senza fatica, con tutto il tempo per fermarsi a guardare.
Cosa visitare:
– Il Municipio (Rathaus) e il Calendario dell’Avvento: la facciata settecentesca del Municipio, con le sue 24 finestre, a dicembre si trasforma nel calendario dell’Avvento cartaceo più grande del mondo. Anche in estate resta il cuore pulsante del borgo.
– I vicoli imperdibili: cercate Engelgasse (Vicolo degli Angeli) e Höllengasse (Vicolo dell’Inferno). Sono i due vicoli più fotografati, con le case a graticcio meglio conservate, rampicanti e fiori ai balconi.
– Le Torri Medievali: la Kinzigtor (la porta di accesso dalla valle) e la Niggelturm, che oggi ospita un museo sul carnevale storico della città e offre una bella vista dall’alto se si decide di salire.
Se siete viaggiatori molto dinamici e volete ancor più movimento, potete recarvi nel pomeriggio a visitare Il Museo all’aperto della Selva Nera (Vogtsbauernhof) a Gutach: Si trova a circa 30 minuti da Gengenbach. È un parco enorme dove sono state ricostruite e conservate le antiche fattorie originali della foresta, con i tetti di paglia giganti. Permette di capire come si viveva qui nei secoli medievali.
Verso sera i caffè storici portano i tavoli in Piazza del Municipio, e la cena si consuma all’aperto, con la passeggiata serale come unico programma.
Giorno 3: Baden-Baden e Bad Wildbad
La terza giornata comincia sulla Schwarzwaldhochstraße, la B500, una delle strade panoramiche più belle d’Europa: chilometri di abeti fittissimi interrotti solo da un punto panoramico dopo l’altro.
Pro Tip: Per imboccare la Schwarzwaldhochstraße (B500) nel suo tratto migliore, da Gengenbach conviene salire verso Mummelsee/Baden-Baden. Attenzione ai limiti di velocità: essendo una strada molto amata dai motociclisti, i controlli con autovelox sono frequenti, soprattutto nei fine settimana.
Prima di scendere a Baden-Banden fermatevi al Lago Mummelsee: si trova proprio lungo la B500. È un lago d’alta quota, circondato da leggende su ninfe e re del lago. È perfetto per una sosta veloce, una passeggiata lungo la riva o per comprare il tipico pane della Selva Nera cotto a legna nel forno del rifugio.

Si scende verso Baden-Baden, città termale per eccellenza, e ci si perde nella Lichtentaler Allee, lo storico parco che segue il corso del fiume Oos, il cuore verde e ordinato della città. Baden-Baden è molto elegante ma ha un centro pedonale rigoroso. Consigliato il Parkgarage Kurhaus, che si trova esattamente sotto il Kurhaus e la Lichtentaler Allee, ideale per ottimizzare i tempi.
Dopo pranzo tocca al Kurhaus, il monumentale edificio del casinò e delle terme che fu definito da Marlene Dietrich “il più bello del mondo”. E’ possibile entrare a dare un’occhiata alle sale storiche senza giocare, in quanto la mattina vengono organizzati brevi tour guidati, prima di rimettersi in macchina verso est, nella valle dell’Enz, fino a Bad Wildbad.
Per chi arriva nel tardo pomeriggio e ha ancora energia, a Bad Wildbad ci sono le splendide Palais Thermal, terme storiche in stile moresco/orientale (vietate ai minori di 16 anni e, come tradizione tedesca, in gran parte area FKK – nudismo obbligatorio), oppure le più moderne Vital Therme.
Giorno 4: Stoccarda
Si comincia dall’alto: il Baumwipfelpfad sul Sommerberg è una passerella in legno che corre all’altezza delle chiome degli alberi e finisce in una torre a spirale, quaranta metri sopra la foresta, con vista a 360 gradi. Il modo migliore per salire è lasciare l’auto nei parcheggi a valle a Bad Wildbad e prendere la funicolare storica, una delle più ripide della Germania, che in pochi minuti porta in cima al monte.
Il tunnel dello scivolo: All’interno della torre a spirale del Baumwipfelpfad, per chi vuole una discesa alternativa, c’è uno scivolo a tunnel lungo 55 metri (utilizzabile con un piccolo supplemento), mentre per i più adrenalinici c’è Il ponte sospeso (Wildline). Proprio accanto alla passerella sugli alberi c’è la Wildline, un ponte tibetano sospeso nel vuoto lungo 380 metri e alto 60 metri sopra la vallata. Per chi non soffre di vertigini, vale assolutamente la pena!

Dopo pranzo un’ora di guida porta a Böblingen, alle porte di Stoccarda, dove si dorme al V8 Hotel: una struttura interamente a tema automotive, ricavata nell’area dell’ex aeroporto cittadino. La cena è al Motorworld, tra padiglioni di auto d’epoca, officine di restauro a vista sul pubblico e showroom di supercar: il preludio perfetto al giorno che segue.
Il V8 Hotel ha sia camere standard moderne, sia le famose V8 Theme Rooms, dove i letti sono ricavati da vere auto d’epoca (dalla Cadillac alla neonata Maggiolino, fino a officine d’epoca ricreate nei minimi dettagli). Consiglio di prenotare queste ultime con largo anticipo.
È importante sottolineare che l’ingresso all’area espositiva del Motorworld è completamente gratuito per i visitatori. Ci si può camminare in mezzo liberamente anche prima o dopo cena. All’interno del complesso del Motorworld ci sono diverse opzioni. Consiglio il Wichtel, un microbirrificio locale famoso per le sue birre artigianali e le Flammkuchen giganti in un’ambiente industriale, oppure il Tower 66 Steakhouse per chi preferisce un’atmosfera da diner americano con ottimi tagli di carne.

Giorno 5: Il Giorno Mercedes
Il quinto giorno è il motivo per cui molti fanno questo viaggio e il cuore pulsante per gli appassionati di motori! Al mattino il tour del Customer Center Mercedes-Benz a Sindelfingen porta dentro gli stabilimenti veri, con un bus navetta aziendale: si vedono centinaia di robot lastrare le scocche e si arriva fino all’assemblaggio finale di Classe S e Maybach, nella modernissima Factory 56.
I tour sono in tedesco o in inglese e ce ne sono di due tipi:
– Tour breve: dura circa 1 ora e 15 min e ti porta attraverso una sola area. Il costo è di circa 10 euro
– Tour intenso: dura circa 1 ora e 45 min, ti porta attraverso due aree. Il costo è di circa 15 euro
I biglietti sono acquistabili sul sito ufficile a questo link
Nel pomeriggio tocca al Museo Mercedes-Benz, un capolavoro architettonico a forma di doppia elica: si sale fino in cima con ascensori panoramici e si ridiscende lungo una rampa elicoidale lunghissima, che attraversa un secolo di storia dell’automobile piano dopo piano. Si dorme una seconda notte al V8 Hotel. Nel prezzo del biglietto (circa 12-16 euro) è inclusa un’audioguida eccezionale, disponibile anche in italiano. Il laccio dell’audioguida, personalizzato Mercedes-Benz, vi rimarrà come souvenir del viaggio. Alla fine della rampa elicoidale si passa dal colossale store ufficiale del museo: il paradiso dei collezionisti di modellini, abbigliamento e libri storici sul brand.

Giorno 6: Triberg e Lago Titisee
Si lascia Stoccarda puntando a sud, di nuovo verso il cuore della Selva Nera. La prima tappa sono le Cascate di Triberg, le più alte di Germania. Conviene arrivare dall’ingresso superiore, dietro la clinica Asklepios, che evita i sentieri più ripidi dell’ingresso principale e porta comunque fino alla prima piattaforma panoramica. Triberg è inoltre la capitale indiscussa di due simboli della regione:
La “vera” Torta Selva Nera (Schwarzwälder Kirschtorta): Consigliata una sosta al Café Schäfer nel centro di Triberg. Il pasticcere custodisce la ricetta originale del 1915 di Josef Keller (l’inventore della torta). È il posto definitivo per assaggiarla, con il suo tocco deciso di Kirsch (il distillato di ciliegie locale).
Gli Orologi a Cucù Giganti: Appena fuori dal centro (a Schonach o a Triberg-Gremmelsbach, lungo la strada principale B33) si trovano i due orologi a cucù più grandi del mondo, grandi come case vere. Si può entrare letteralmente dentro il meccanismo di legno per vedere come funziona. Una sosta di 15 minuti che merita una foto.

Nel pomeriggio il paesaggio cambia ancora: il Titisee, con la sua Seestrasse che costeggia il lago tra negozi di orologi a cucù e caffè è il posto perfetto per i souvenir: dai prosciutti affumicati della Selva Nera ai piccoli manufatti in legno. Per finire la giornata, una mini-crociera panoramica sull’acqua della durata di 30 minuti, con il ponte principale coperto.
Giorno 7: Cascate del Reno e Milano
L’ultimo giorno è per il ritorno ma, prima di tornare in Italia, una sosta alle Cascate del Reno è d’obbligo. Sono le più grandi d’Europa e le trovi a Sciaffusa, in Svizzera. Il Castello di Laufen, medievale, domina le cascate e fa da punto d’accesso alle piattaforme panoramiche: un ascensore in vetro scende lungo la roccia fino alle passerelle sospese sopra l’acqua. Qui gli spruzzi sono assicurati! Consigliato quindi tenere a portata di mano una giacca impermeabile leggera o un K-Way.
All’interno del complesso c’è un self-service/bistrot perfetto per un pranzo veloce con vista, oppure il ristorante principale per qualcosa di più formale.

Sette giorni, oltre mille chilometri e un bagaglio pieno di contrasti: dal silenzio incantato della Selva Nera, dove il tempo sembra essersi fermato tra le case a graticcio, al rombo perfetto della tecnologia di Stoccarda, fino al respiro potente delle Cascate del Reno.
Questo anello è la prova che la vera magia di un viaggio on the road non sta solo nella meta, ma in quella libertà racchiusa tra il parabrezza e lo specchietto retrovisore. Ora non ti resta che accendere il motore, abbassare i finestrini e lasciarti guidare dalla strada!
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